Mi racconto un po’…
Raccontarsi aiuta… aiuta a dare senso a ciò che accade…
aiuta ad entrare in relazione… aiuta a specchiarsi nelle reazioni di chi ascolta.

Il mio percorso professionale
Ero una piccola psicologa già alle scuole elementari. Proponevo ai miei compagni di classe “consulenze” su come risolvere i loro problemi di relazione a casa ed in classe. In cambio ricevevo materiale di cancelleria.
Ricordo un’intervista che mio fratello mi fece come compito scolastico, sul tema: cosa vuoi fare da grande e perché. Avevo risposto che avrei fatto la psicologa perché mi piaceva essere creativa ed aiutare le persone a trasformarsi, come fa il bozzolo diventando farfalla.
Così ho fatto.
Mi sono laureata a Roma in Psicologia Clinica e di Comunità. Sulla specialità non ho avuto dubbi. Avevo avvicinato l’idea che le persone sono un sistema, che le persone si organizzano in sistemi, che le famiglie sono sistemi. Perciò naturalmente mi sono orientata verso la terapia Relazionale – Sistemica, avendo poi avuto la grande opportunità di essere allieva diretta di Boscolo e Cecchin, co-fondatori della Terapia familiare in Italia, presso il Centro Milanese di Terapia Familiare di via Leopardi.
Mi hanno sempre affascinato le persone, i loro comportamenti, i segnali del corpo, l’inflessione della voce…osservare per provare a comprendere cosa ci sia dietro la faticosa normalità o nei segni della fatica di vivere…e poi provare a cercare una maniera più soddisfacente di stare al mondo.
Mi hanno sempre affascinato i sistemi e le connessioni tra le parti, anche quando fisicamente si è distanti (nello spazio o nel tempo)…il legame continua ad agire, più o meno esplicitamente.
Le connessioni….sì, siamo tutti connessi sia in maniera evidente sia in maniera sotterranea, non visibile.
Paul Dirac inventò un’equazione davvero affascinante per descrivere il fenomeno dell’entanglement quantistico; in pratica afferma che: “Se due sistemi interagiscono tra loro per un certo periodo di tempo e poi vengono separati, non possiamo più descriverli come due sistemi distinti, ma in qualche modo sottile diventano un unico sistema. Quello che accade a uno di loro continua ad influenzare l’altro, anche se distanti chilometri o anni luce”.
A me piace andare alla ricerca delle connessioni. soprattutto di quelle nascoste che agiscono in maniera automatica ed a volte poco funzionale per inventarne di nuove…per vivere meglio.
Nell’imperfezione c’è la promessa del cambiamento. Ciò che è perfetto è già compiuto. Perciò osserva tutto ciò che è imperfetto, asimmetrico.
Guardati intorno, studia gli esseri viventi e scegli quelli imperfetti, perchè dove c’è imperfezione in natura, lì c’è qualcosa che sta succedendo.
Dagli appunti di Charles Darwin
Ambiti di intervento

Terapia individuale
Perchè iniziare un percorso? Perchè stai male e non trovi una soluzione, tra quelle che abitualmente adotti.
Ma io posso farcela da solo. Certo, infatti sei tu a lavorare su di te, con il mio aiuto, ma sei tu a compiere i tuoi passi.
Il bambino impara a camminare da solo, no? Anche se all’inizio lo sostieni. Non è per merito tuo che impara a correre. A te tocca rassicurarlo e sostenerlo quando cade e si fa male. Tocca insegnargli a cadere bene. A chiedere aiuto alle persone giuste per rialzarsi . Ad avere fiducia in sè e nelle proprie risorse.

Terapia di coppia
E’ una possibilità che la coppia si dà per capire meglio cosa sta succedendo. Alcuni hanno timore di portare la coppia in terapia perchè vorrebbe dire riconoscere che c’è una crisi. E sì allora! Se ami questa relazione prova a farla stare meglio…altrimenti andrà alla deriva. L’obiettivo non è “salvare” la coppia a prescindere dalla volontà e dall’impegno dei due membri. L’obiettivo è rendere chiari i termini del conflitto, valutare lo stato di salute della coppia e guardare le possibili soluzioni.

Terapia familiare
La famiglia è un sistema complesso i cui membri sono interconnessi sul piano del presente, del passato e del futuro. Se una parte dell’organismo sta male, l’intero organismo soffre anche se apparentemente non è così. L’intervento familiare richiama la centralità di ciascun membro in favore del benessere singolo e familiare. In particolare i bambini diventano i termometri della temperatura familiare manifestando il disagio. Affrontarlo insieme consente un’evoluzione salvifica.