Quando la risposta alla domanda “mi racconti della sua famiglia, della sua infanzia” è “mah…niente tutto normale” capisco che la persona sta cercando di raccontarsi che non ci sono stati traumi. E forse è vero, nell’accezione di eventi sconvolgenti. Ma può non essere veritiero riguardo a relazioni scarsamente convalidanti dell’identità del bambino da parte dei suoi genitori. Siamo genitori così come siamo, con le nostre storie. Non riceviamo un battesimo purificatore ed abilitante con la nascita dei nostri figli. Portiamo quello che siamo. Con tutte le buone intenzioni, con tutto il nostro amore e con tutti i nostri traumi dell’attaccamento. Così come i nostri genitori con noi. Possiamo riconoscere che non sempre ci siamo sentiti riconosciuti, a volte abbiamo sentito di dover consolare o accudire emotivamente i nostri genitori o di non dover dare fastidio. Siamo diventati bravi bambini, “nati grandi” e per questo ammirati anche a scuola. Ci siamo sentiti confusi riguardo alle loro intenzioni e le reazioni spesso dipendevano dall’umore, come se non ci fosse una prevedibilità. E comunque meglio fare i buoni! Abbiamo sentito che l’amore doveva essere meritato, forse ci è stato anche detto. Forse ci sentivamo spesso impauriti o un po’ in allarme su quello che poteva capitare con una parola sbagliata o fuori posto. Forse ci sentivamo soli, anche se i miei genitori mi compravano tutto ciò di cui avevo bisogno ma non mi permettevano di andare alle feste degli amichetti o peggio di invitarli a casa. Forse avevo qualche piccolo sintomo ma i miei genitori pensavano che m i sarebbe passato e non si occupavano di portarmi dal medico. Forse avevo un comportamento di ritiro sociale o tendevo a farmi del male, ma “che vuoi che sia, anch’io da piccolo ero così”. Potrei andare avanti con esempi così “normali” ma anche molto più evidenti, quelli a cui tutti reagirebbero con “ah beh quello sì che è un trauma! Menomale che a me non è capitato”. Ecco, gli esempi che ho citato, ci dicono che ci sono dei traumi silenti nella relazione, che si sono ripetuti e ripetuti e ripetuti. Quelle dinamiche sono andate avanti per anni a partire dalla mia nascita, anzi esistevano già prima, quando ero nella pancia. Il maltrattamento fisico o l’abuso, gravissimi in sè e negli effetti sulla struttura di personalità, si verificano in numero molto minore di una mancanza di considerazione, di protezione, di riconoscimento valoriale, di sostegno amorevole, di cura. Queste sono ferite che si impastano con il nostro stesso essere corporeo ed emotivo. I sintomi possono essere quelli elencati e tanti altri.
I traumi nascosti
da Pia Cusmai | Ott 22, 2022 | dipendenza affettiva, disagio, donne, malattia mentale, trauma, Uncategorized | 0 commenti
