Ho visto ieri sera questo film. Mi ha attratto il titolo. Mi ha confermato l’interesse la presenza di Sergio Castellitto. La storia riguarda un uomo solo, molto solo, che ingaggia una compagnia teatrale per il giorno di Natale. La scena è quella della famiglia perfetta, felice e funzionante. Si rivela un fallimento anche nella finzione. nel districarsi delle varie scene pensavo… forse dobbiamo accettare con serenità l’idea che la famiglia “normale” e “perfetta” dove non si litiga mai, i genitori non fanno errori, si è sempre contenti, senza fraintendimenti, non esiste. La famiglia perfetta è quella che anche nelle difficoltà rappresenta una risorsa, un sostegno a ciascun membro, secondo le sue inclinazioni e necessità. E’ quella in cui si litiga e si esprimono emozioni potenti ma tutto può essere ricomposto in nome dell’amore e della verità. Dove non ci sono segreti, “non detti” ed omissioni sotto l’egida del “non voglio che si preoccupi” o “tanto non mi può capire”. Dove qualsiasi cosa accada, sì perchè può accadere qualsiasi cosa, poi se ne può parlare e ci si può consolare a vicenda. Forse a rileggere quanto ho scritto, mi viene da dire che anche così è una perfetta illusione. Forse meglio pensare alla famiglia come “sufficientemente buona”.